19 Luglio 2019

Il “Pensiero geo-logico” nell’Antropocene, con il filosofo Marcello Di Paola

«Non è tanto questione di dare alle piante uno statuto giuridico e una posizione morale, ma di ridefinire un’etica e una politica in continuità con l’insieme del vivente del quale siamo parte».
Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene, avvia i laboratori e gli incontri della sezione “Pensiero geo-logico” con filosofi, architetti e paesaggisti per ragionare insieme su quale posizione gli uomini debbano avere di fronte alle grandi crisi ambientali, sociali e culturali dei nostri tempi.
Il primo appuntamento della sezione è con il filosofo Marcello Di Paola in dialogo con i curatori Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia, domenica 16 giugno 2019, alle 17.30, nel Parco del castello Tramontano di Matera, quartier generale delle azioni performative di Petrolio.
Il titolo avvincente dell’incontro è “Stati della natura, vertigini della scala, e ricerca di senso nell’Antropocene”.
La sezione Pensiero geo-logico, curata da Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia e in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, è dedicata al pensiero e all’architettura per ripensare la posizione dell’uomo all’interno degli ecosistemi a partire dalla necessità di un rinnovato rapporto con le tassonomie naturali, in cui l’uomo non deve essere più parte dominante e predatoria, ma necessariamente interrelata e interdipendente con i regni animale e vegetale.
Di Paola, esperto di filosofia ambientale e docente dell’Università Luiss Guido Carli, conduce un’attenta ricerca sulle questioni ambientali che lo porta dentro la discussione sull’Antropocene, quella nuova era geologica in cui il comportamento umano è direttamente responsabile degli equilibri della natura.
In particolare, insieme a Gianfranco Pellegrino (anche lui presente a Matera il 26 settembre), ha scritto il libro “Nell’Antropocene. Etica e Politica alla fine di un mondo”, un testo importante che cerca di indagare le contraddizioni insolute nei nostri sistemi economici e sociali e di comprendere quali prospettive di pensiero e comportamento l’uomo possa mettere in pratica.
Per Di Paola è fondamentale ripensare la questione alla radice: smettere di riservare all’uomo una condizione egemone, impositiva, gerarchicamente elevata. L’essere umano deve ritornare piuttosto entro l’alveo di una sfera naturale totale che includa come pari il mondo vegetale e quello animale.
Dopo l’incontro con il filosofo Marcello Di Paola, il 19 giugno comincia il workshop Un giardino mediterraneo tra Oriente e Occidente dello studio Volumezero architecture and landscape, condotto insieme a Bartolomeo Dichio e Alba Mininni dell’Università degli studi della Basilicata, che individua negli ecosistemi vegetali mediterranei un modello di sostenibilità fondato sull’integrazione di erbe migranti, con la finalità di realizzare un autentico “giardino migrante” negli spazi del campus.
A settembre Pensiero geo-logico porterà a Matera anche i filosofi Emanuele Coccia e Giovanni Pellegrino.
Infine, un ulteriore laboratorio di Luca Catalano e Annalisa Metta dello studio Osa architettura e paesaggio, con il coordinamento di Piergiuseppe Pontrandolfi, propone l’integrazione delle varie componenti di un habitat: edifici e fenomeni urbani, spazi interni ed esterni, caratteri e vocazioni del luogo e comportamenti degli abitanti.
A parte l’incontro con Di Paola, tutti gli eventi di Pensiero geo-logico troveranno la loro realizzazione nel Campus dell’Università degli Studi della Basilicata.
Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene è un progetto di Matera Capitale europea della cultura 2019 co-prodotto con Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Associazione Basilicata 1799, ed è realizzato con il fondo etico di BCC Basilicata in collaborazione con Università degli Studi della Basilicata. È curato da Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia.
Il titolo del progetto prende spunto da Petrolio, il romanzo incompiuto di P.P. Pasolini che registra, sullo sfondo del petrolio quale motore oscuro delle vicende umane, le mutazioni in atto nei paesaggi sociali, urbani e naturali.
Mutazioni tali da indurre scienziati e pensatori contemporanei a coniare il nome di una nuova era, l’Antropocene: un’era geologica in cui il fattore determinante negli equilibri dell’ecosistema è il comportamento dell’essere umano, capace di stravolgere millenari sistemi di interdipendenza tra uomo e natura.
Fonte: Giornalemio

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