19 Luglio 2019

SuperMarioPolese, pupillo dei Pittella, molla la segreteria del PD

Come un super eroe all’incontrario SuperMarioPolese questa mattina in una mesta conferenza stampa, dopo il riposo e il mare di domenica, ha deciso -finalmente- di scendere da quella nave alla deriva che è il PD di cui è stato segretario regionale (il peggiore sicuramente rispetto ai suoi predecessori) per un’anno e mezzo, ma completamente incapace di governarlo sino a farlo schiantare sugli scogli. E vero che anche Schettino si chiamava Mario…
SuperMario, insomma,  ha inanellato una serie di clamorose sconfitte in questa sua segreteria lampo. Un vero specialista nel far danni al PD.
Prima le elezioni politiche, da renziano doc ed in solido col Matteo da Rignano, quindi le regionali ed ora il capoluogo di regione. Bene bravo tris.
Benchè lui ci tenga ad ascriversi una vittoria, quella nelle elezioni dei presidenti delle due province….quelle cioè dove non votano i cittadini. “Ed ho detto tutto…” direbbe Peppino Caponi!
Ora che non avesse “le physique du rôle” e la caratura politica per un tale ruolo, era chiaro anche alle pietre, tranne che ovviamente ai suoi mentori -la famiglia Pittella che lo aveva allevato a capo dell’associazione “Prima persona” e poi lo avevano collocato lì a presidiare per proprio conto la postazione del partito. Ed in effetti SuperMario  ha provato fino alla fine a compiere la mission impossible di ricandidare alla presidenza  della regione Marcello Pittella per poi ridursi alle comiche finali della candidatura del rubicondo farmacista Trerotoli.
Anche sulle comunali di Potenza sino all’ultimo (ascoltatelo nella conferenza stampa) ha dato prova della sua confusione politica quando, a fronte della vittoria di Guarente, ricorda che il capoluogo di regione già aveva un Sindaco di centro destra….si proprio lo stesso che lui -lo ribadisce- avrebbe voluto appoggiare ora, facendo trasparire persino il suo rammarico perchè non glielo hanno fatto fare.
Come poteva non lasciare dietro di se un partito ed un centro sinistra a pezzi? Ma sia lui che il suo mentore sono sempre lì, belli e sistemati sulle poltrone di Via Verrastro. Loro, personalmente di persona, vincono sempre. Sono i cocci ad essere degli altri…se non vorranno riprenderseli anche loro.
Nell’annunciare le sue dimissioni SuperMario ha detto “che rappresentano oggi la migliore scelta per il bene del Pd“. Quale? Considerato che lo si è sempre più sfumato nella sua visibilità anche nel simbolo in questi mesi? Tant’è che il suo mentore è eletto in un’altra lista da quella sua? Capogruppo di un gruppo diverso nel consiglio regionale…ma sono sempre tutti del PD….dicono. Un partito  di plastilina che si modella a seconda degli interessi da tutelare….
Comunque tranquilli…lui assicura che rimane nel PD, precisamente nella corrente «Base riformista» guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti (si quello che hanno beccato a fare comunella con i giudici nella recente vicenda nazionale). Anche se non si ricandida alla segreteria regionale (e qui lo sconforto è generale) al congresso straordinario che si augura si svolga a settembre. Lascerà un vuoto incolmabile.
Anche lui però, nel suo piccolo, sembra fare autocritica ed ammettere che serve “discontinuità” (da lui e  i suoi, ovviamente, se no da chi?) perchè, udite, udite “in questo periodo è mancata soprattutto la nostra identità culturale, ‘in favorè di contrasti e attacchi“.
Certo che ad avercela uno straccio di identità culturale, uno la può anche perdere…ma magari prima o poi la recupera.
Il guaio è quando essa non c’è per nulla…persino quel mix molto vago del PD prodiano prima e poi veltroniano si è perso nel fumo delle guerre tra consorterie  sempre più arroganti e prevalenti sul tutto.
Il prode Polese, alla fine della conferenza stampa, dando ancora dimostrazione della totale assenza del senso del ridicolo e comprensione dell’accaduto- ha  lodato (forse per non sentirsi solo) un altro campione di sconfitte e di distruzione del PD (ma almeno lui una elezione l’ha vinta) dicendo: “la svolta impressa negli scorsi anni da Renzi al Pd è stata epocale, ed è stato il motivo per cui ho aderito al progetto, in cui credo ancora fortemente: è un progetto fatto di valori e non di persone, e io forse in questi due anni ho subito attacchi, anche personali, perché probabilmente incarnavo la sintesi tra anime diverse del partito».
E amen. Detto questo detto tutto (citazione sempre di Peppino Caponi).
A fronte di ciò, in un paesino lucano di mia conoscenza gli avrebbero urlato dietro: ma vatti a prendere una gazzosa!
Noi, per i cultori del Polese pensiero, a seguire vi proponiamo la conferenza stampa pubblicata sul sito del PD di Basilicata:

Fonte: Giornalemio

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