21 Aprile 2019

Nella ”cattedrale” Ferrosud operai con la croce come il Cireneo

Riallestimenti (revamping) per una commessa complessiva in corso di 17 carrozze ferroviarie di Trenitalia e poi alla Ferrosud spa di Matera… verrà quello che porterà la Provvidenza . Fiducioso l’amministratore Antonio Inguscio che fa riferimento alle 800 carrozze che il gruppo lavorerà a Santa Maria della Bruna (Napoli), ai 1500 carrelli e altrettanti locomotori che verranno con le nuove commesse.
Sindacati e operai comunque in apprensione sul ”dopo” e con le richieste di incontro con il nuovo Prefetto, poi al Ministero per lo sviluppo economico sui vecchi aspetti di gestione societaria che dopo il passaggio dalla gestione pubblica Ansaldo-Breda a quella privata ha attraversato momenti di ‘alta e bassa tensione” fino alla curatela fallimentare e ai tentativi di cessione-fitto-gestione del ramo di azienda.
La politica, nel frattempo, ci ha messo del suo illudendo e deludendo, negli anni. sulle potenzialità di ripresa del settore ferroviario, con lo stabilimento di Matera passato in 30 anni da 800 unità lavorative alle 80 di oggi! Non ci addentriamo nelle valutazioni gestionali, sugli interessi di parte e sul perchè e il per come i capannoni sono vuoti e sull’uscio sostano ipotesi su altre destinazioni d’uso, ma non si può scherzare con il futuro degli operai e delle loro famiglie.
Sono come Simone ”il Cireneo” costretto a portare la Croce,seguendo Gesù Cristo, come ha ricordato mons Antonio Giuseppe Caiazzo, che ha celebrato la Santa Messa nella domenica delle Palme. Una scelta precisa con un capannone di Ferrosud, cattedrale sul campo di una Gerusalemme in cammino. Nell’omelia di don Pino, che pubblichiamo di seguito, utili spunti di riflessione per una Pasqua che arriverà, se ognuno farà la sua parte, Un ”passaggio” verso un futuro di speranza con viaggia sulle rotaie, come ha ricordato nel lungo intervento Nicola Pavese presidente dell’associazione Matera- Ferrovia nazionale.
Sembra ieri con il carro bimodale, vanto della progettazione locale e di una logistica innovativa finita all’estero…Il resto lo hanno fatto i tanti equivoci del belPaese privo da 20 anni di una politica industriale, contrassegnata dallo smantellamento del manifatturiero.
Attendiamo ”Mea culpa”. Forse.
Ma siamo come San Tommaso…

L’Omelia dell’Arcivescovo
Oggi in tutta la Chiesa si celebra la “Domenica delle Palme”. Sarebbe meglio dire: l’ingresso a Gerusalemme di Gesù, che, tra ali festanti, va incontro alla morte.
Diamo inizio alla “Settimana Santa”, la più importante di tutto l’anno, che ci porterà alla Pasqua: vittoria di Cristo sulla morte, attraverso la sua risurrezione.
Quest’anno ho scelto di stare in mezzo voi, operai della “FerroSud”, alle vostre famiglie, all’Amministratore Delegato, al Direttore Tecnico, rinunciando di celebrare nella Cattedrale di Matera. Idealmente, questi capannoni, nei quali hanno lavorato fino a 800 operai, oggi, attraverso la presenza del vescovo, sono la Cattedrale, gremita da tutti voi e dalle vostre famiglie.
Ringrazio anche Don Filippo Lombardi, Direttore dell’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro, per la sua presenza e per l’impegno nel preparare con voi questa celebrazione.
Con voi e simbolicamente con tutto il mondo del lavoro, desidero accogliere Gesù che entra in questi luoghi di dedizione, di impegno, di sofferenza, di preoccupazioni e apprensione per il futuro. Gerusalemme non è solo una città. E’ il luogo dove gli uomini si ritrovano insieme, provenienti da ogni dove, per celebrare la Pasqua e rileggere la propria storia con lo sguardo al futuro. Uomini che agiscono e operano, capaci di progettare una umanità nuova.
Quindi Gerusalemme è anche questa azienda, come tutte le altre sparse sul territorio materano.
In questa Gerusalemme si fa festa con i rami d’ulivo e le palme per accogliere Gesù e per dire che non ci rassegniamo a nessun tipo di morte. Anche se la morte spesso è causata dagli uomini stessi. Nel Vangelo abbiamo sentito che la medesima folla che accolse Gesù osannandolo, dopo non molto tempo invoca la sua condanna a morte.
E’ esattamente quello che non vogliamo. Celebrare qui questa solennità significa riflettere e pensare quanto ognuno di noi è chiamato a sentirsi responsabile della vita dell’altro e non solo della propria.
Le ingiustizie subite da Gesù, per amore del suo popolo, potrebbero essere quelle subite da ognuno di voi, così come la determinazione di portare una croce che, come al Cireneo, è stata posta sulle vostre spalle. Un peso che non è facile sostenere e che in alcuni momenti esaspera gli animi, suscitando moti di ribellione.
Voi, operai della FerroSud, siete chiamati ad essere per tutto il mondo del lavoro che soffre a causa della precarietà, forza trainante che con determinazione e coraggio sostenga quanti stanno rischiando di perdere il lavoro o non riescono a trovarne uno che permetta di vivere dignitosamente. Novelli Cirenei.
La dignità dell’uomo Gesù Cristo è calpestata, spogliata, crocifissa. Eppure da questa immensa ingiustizia inizia una storia nuova. Quando tutto sembra finito, ecco che nasce l’alba della vittoria della vita sulla morte.
Non può finire tutto nel chiuso di una tomba. Non può finire la storia di questa fabbrica o di altre, serrando i cancelli che chiudono ad una vita dignitosa.
Noi siamo fiduciosi, e mi pare di aver capito che in tal senso i Dirigenti si stanno adoperando, che qui in questa Gerusalemme, la pietra tombale venga rimossa perché la speranza non si spenga e si alimenti con l’olio di una progettualità concreta, capace di effetti benéfici non solo per questa azienda ma per l’intera collettività.
Celebrare la Domenica delle Palme è tutto questo. Celebrare la Pasqua significa risorgere. Ma il termine Pasqua vuol dire “passaggio”. Si, ci auguriamo dal profondo del cuore che questo passaggio avvenga: passaggio dalla paura alla gioia, dallo sconforto alla certezza di vivere l’oggi della vita che è l’oggi di Dio, dalla chiusura della tomba (chiusura dei cancelli) all’apertura di nuove prospettive che allarghino gli orizzonti della stabilità, vincendo la logica della precarietà.
Auguro a tutti voi, operai di questa industria e a tutti coloro che vivono l’apprensione del futuro in altre piccole o grandi aziende, di trovare in voi stessi la certezza che non siete soli: Cristo è dalla parte dei bisognosi e la Chiesa non può e non deve tradire Cristo.
Auguro a tutti voi, dirigenti e responsabili di questa attività lavorativa o di altre, di continuare a lottare e progettare per il bene dei lavoratori.
So che state facendo tanto: continuate a seminare concretamente speranza. Prima del profitto viene la promozione dell’uomo nella sua dignità.
Affido tutti voi presenti, le vostre famiglie e il mondo del lavoro, alla protezione della Madonna della Bruna e vi benedico.”
† Don Pino

Fonte: Giornalemio

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