19 Dicembre 2018

Liste d’attesa in sanità, in Basilicata tempi lunghi

“Responsabilizzazione dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliera rispetto al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi alla riduzione delle liste di attesa sanitarie, risorse aggiuntive per 350 milioni di euro nel triennio 2018-20 espressamente destinati ad accorciare i tempi di attesa di visite mediche ed accertamenti diagnostici e soprattutto l’obbligo per Asl e ospedali che non riescono a rispettare i tempi massimi previsti per ricoveri e prestazioni ambulatoriali di garantire gli stessi ai cittadini in intramoenia, pagando solo il ticket. Con il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste di attesa il ministro Grillo fa quello che la Franconi non ha mai fatto”. E’ quanto dichiara il vice presidente del Consiglio regionale Michele Napoli “con riferimento ai contenuti del nuovo Piano nazionale di Governo delle liste di attesa che, a dieci anni di distanza dal vecchio Piano, riporta al centro dell’agenda del Governo quello che appare il problema dei problemi della sanità italiana: i tempi biblici con cui, soprattutto al Sud e in Basilicata, le strutture sanitarie riescono ad erogare ai cittadini prestazioni, visite ed esami di laboratorio, di cui gli stessi necessitano”.
“Il nuovo Piano di governo delle liste di attesa – sottolinea Napoli – dovrà essere recepito dalla Regioni entro 60 giorni dal raggiungimento dell’intesa tra le stesse e prevede due istituti concreti, vale a dire la possibilità di mandare a casa i direttori generali che non riescono ad abbattere i tempi di attesa di visite ed esami e l’obbligo per gli ospedali di garantire attraverso l’intramoenia quelle prestazioni che vengono erogate con tempi superiori a quelli previsti dal nuovo Piano, che rappresentano esattamente il contenuto di una mozione da me presentata in Consiglio regionale un anno e mezzo fa e mai discussa. Altra novità di rilievo del Piano – conclude Napoli – è lo stanziamento di risorse dedicate specificamente alle liste di attesa e che potrebbero essere impiegate per prolungare l’apertura dei laboratori ospedalieri anche durante l’orario serale e di domenica, secondo il modello veneto della sanità by night. Strumenti che sono utili per rendere efficiente il nostro sistema sanitario, mettendo, realmente, al centro dello stesso i cittadini e le loro esigenze di salute”.

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Fonte: Oltrefreepress

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